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venerdì 24 ottobre 2014

~ Abodi a Rai Sport: ”E’ calcio anche quello di III categoria"


fotosportnotizie.com
Il Presidente della Lega B intervenendo ieri nella trasmissione “Pomeriggio da Campioni” ha toccato molti temi tra cui quello della sicurezza.   

“Il movimento calcistico è molto vasto e sicuramente la base è - almeno in termini numerici - la più consistente”. Fatto accomodare su una sedia, scherzando chiede: “Ma che mi avete messo sul banco degli imputati?”. Non è così però, perché è lo studio stesso che ha questa disposizione e gli ospiti d’eccezione siedono sempre lì. “E voi chi siete i giudici?” rivolto ai presenti posti dietro al tavolo lungo. Togliendo ogni dubbio e facendosi portavoce del movimento calcistico nazionale, ha poi sottolineato che il calcio non è un’ ammortizzatore sociale. Aggiungendo che se si vuole lo sia basta che venga notificato e la FIGC si comporterà di conseguenza. In quel caso però bisognerà fare un’analisi “psico-sociale” adeguata in modo da evitare spiacevoli inconvenienti.

Il tema principale dell’intervento è stato comunque quello sulla sicurezza negli stadi. Anche visto il recente procedimento del Governo Renzi che prevede l’onere degli straordinari delle Forze dell’ordine in capo alle società sportive. Ci impegniamo dichiara, affinché i costi non finiscano per gravare sul pubblico. Perché secondo noi il costo per accedere allo stadio deve diminuire non aumentare.

Marcel Vulpis Direttore del magazine sporteconomy.it chiede: “Ma secondo lei il modello degli stadi di proprietà come proposto da Juventus e Sassuolo può aiutare nella gestione della sicurezza?” Sicuramente sono modelli da prendere in considerazione, ma anche le infrastrutture della città sono determinanti. Lo stadio e la sua organizzazione non possono essere isolati. E poi aggiunge: “Oggi costruire palestre e stadi deve essere più facile, gli impianti vanno pensati affinché rispondino alle esigenze della cittadinanza”. E quando Beppe Incocciati chiede: “Ma se una persona si rivela pericolosa secondo me non bisogna farla entrare”. Il Presidente della Lega B chiosa: “Non funziona così. Non si può dire alla gente tu non entri perché sei brutto. E nemmeno abbiamo una cultura anglosassone. Quindi le nostre scelte si dovranno adattare alla realtà italiana”.

di Foto Sport & Notizie (fotosportnotizie@gmail.com)

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