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venerdì 19 dicembre 2014

Arte. Letteratura. Media. William Gibson - Neuromante

Ecco un altro “classico moderno” edito proprio nel 1984.

William Gibson nasce nel 1948 a Conway un piccolo centro del South Carolina. Capostipite di un genere letterario e di uno stile di vita. Con questo lavoro dà vita al Cyberpunk. L’atmosfera è quella di una giungla fatta di “costrutti”, “biotecnologie”, droghe sintetiche e non, “samurai-ninja” e “yakuza”(neologismo creato da Gibson stesso), di “mainframe” e di ROM.
E in generale di una società al limite della legalità. Lo stile non è proprio scorrevole, ma è il risultato di un esperimento. Di un mix tra molti e forse non integrabili generi. Le strutture linguistiche risultanti sono più simili a quelle dei linguaggi per “software” che non a quelle degli umani. Un testo che va manipolato con calma e con cura!

«Il cielo sopra il porto era del colore di uno schermo televisivo sintonizzato su un canale morto.». Inizia così il romanzo.
Nell’edizione della collana classici moderni edita da Mondadori (euro 9,50) in chiusura c’è anche la prefazione di Bruce Sterling al proprio libro Giro di vite contro gli hacker. Eccone uno stralcio: «Quando cominciai a lavorare su questo progetto, la mia ignoranza dei problemi implicati era genuina e profonda. Non avevo mai incontrato nessuno dell’ambiente “underground” informatico. Non ero mai entrato in un “bullettin board underground” o letto alcuna delle semilegali riviste hacker. Sebbene mi importasse molto dei problemi inerenti alla libertà di espressione, conoscevo veramente poco, con certezza della storia dei diritti civili in America o delle leggi che riguardano le libertà di stampa, di parola, di associazione. Le mie relazioni con la polizia erano solidamente basate sul semplice trucco di evitare i tutori della legge il più possibile.»

E poi ecco alcune parti prese a caso, che danno un po’ la cifra dell’atmosfera che si respira: «[…]- Sicuro, capo. – Maelcum si accese un altro spinello.
- E accendi il depuratore. Non voglio che quella merda di fumo mi mandi a puttane i neurotrasmettitori. Già così ho un tremendo mal di testa».[…]

[…]«- Neuromante – disse il ragazzo, socchiudendo i lunghi occhi […] – Io sono i morti, e la loro terra. – Di nuovo, scoppiò a ridere. Un gabbiano stridette[…]». […]Case attivò il suo secondo programma. Un virus progettato con somma perizia attaccò il tessuto di codice che schermava i controlli principali del sotterraneo ospitante i materiali di ricerca della Senso/Rete[…]».

 
Nel 1988 dal romanzo fù ricavato un videogioco per le varie “consolle” del tempo (Commodore 64, Amiga e Apple), sono stati realizzati fumetti e nel 1992 arriva il primo e-book. Mentre due anni più tardi, prende forma - in versione ridotta - il primo audiolibro su cassette condito da alcuni brani degli U2. Resta irrealizzato il film di cui ancora oggi si dibatte, anche se molti autori hanno spesso attinto idee dall’opera di Gibson. (Wikipedia.it)

di Foto Sport & Notizie (fotosportnotizie@gmail.com)

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