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mercoledì 2 settembre 2015

Calcio. Mercato. “Questa Lazio è monca” | Foto Sport Notizie


foto: orticaweb.it
La stampa romana si scaglia contro la formazione biancoceleste. ‘Il Tempo’ e ‘Il Messaggero’ vedono tutto nero. Agosto difficile quindi per la formazione di Pioli. Che si prepara a ritrovare il calore del proprio pubblico il 13 settembre prossimo all’Olimpico quando cercherà di scacciare tutti i fantasmi.

Tre sconfitte nelle prime cinque partite ufficiali. Tre gol fatti e undici subiti, ma soprattutto l’eliminazione dalla Champions e una pesante umiliazione dal Chievo Verona. La stagione della Lazio è cominciata nel peggiore dei modi e i motivi sono diversi: dalle carenze del mercato alla discutibile organizzazione dell’estate da parte del tecnico Stefano Pioli, dai nuovi e imprevisti dissapori all’interno dello spogliatoio ad una condizione fisica deficitaria.

Un’estate tutta in salita, insomma. La «nuova era» annunciata dal presidente Lotito alla fine dell’ultimo campionato è partita male anche e soprattutto per un mercato improntato al futuro e al risparmio. Oltre 20 milioni spesi dodici mesi fa – circa 30 mettendo nel conto anche i riscatti di Basta e Mauricio – appena 13 in questa estate per i giovani Kishna e Milinkovic-Savic, tra l’altro arrivati a Roma in ritardo, tra fine luglio e inizio agosto, dopo trattative estenuanti. A loro vanno aggiunti i parametri zero Hoedt, Patric e Morrison: tutti giovani, con un potenziale interessante, ma nessuno pronto per affrontare la doppia sfida al Bayer Leverkusen, impegno fondamentale per ragioni economiche e psicologiche. L’arrivo in extremis di Matri non ha suscitato grandi entusiasmi, perché a detta di molti non è sufficiente. E come dice Bernardini de 'Il Messaggero': “Questa Lazio è monca”. Manca ancora di un difensore laterale di spessore per sostituire Radu, Brafheid e Konko che ancora non si sono espressi a livelli accettabili almeno a quelli proposti sull’altra corsia da Basta. Serve inoltre un intervento a centrocampo perché e a Cataldi non si può dare il ruolo di vice Biglia, o comunque bisogna avere la pazienza di aspettare.

Il deludente mercato, quindi, ha fatto ripiombare l’ambiente laziale nella depressione, alimentata da un precampionato disastroso; secondo molti la responsabilità è dell’allenatore. Il quale la scorsa stagione è riuscito comunque a restituire gioco ed entusiasmo a squadra e tifosi. Poi qiest'anno il ritiro accorciato, solo dieci giorni ad Auronzo, con pochi titolari; una settimana nell’afa di Formello prima del mini-tour in Austria ma soprattutto l’arrivo anticipato nel forno di Shanghai, scelta criticata dagli stessi giocatori. Anche da ciò nascerebbero gli infortuni muscolari dell’«anziano» Klose e del fragile Biglia, arrivato peraltro solo a fine luglio a causa degli impegni con la nazionale, e la condizione fisica precaria dell’intera squadra: da De Vrij a Gentiletti, da Cataldi a Parolo, i biancocelesti per ora camminano e non corrono in campo. A tutto ciò si sommerebbe inoltre una gestione sommaria dello spogliatoio - testimoniata dalla ‘questione fascia di capitano’ - che si sarebbe trasformata in un litigio senza soluzione di continuità. Si è persa quindi anche l’unione della scorsa stagione, quello spirito che aveva fatto la differenza. Troppi malumori, troppi giocatori scontenti e pronti a mollare alla prima difficoltà. L’unica nota positiva per la Lazio è la sosta per la nazionale. Che Pioli dovrà massimizzare lavorando con chi è rimasto a Formello per ritrovare in fretta la voglia di lottare tutti insieme e la fiducia nel progetto biancoceleste. Con la speranza di trovare contro l’Udinese nella prossima giornata di campionato l’apporto fondamentale del pubblico biancoceleste.

di Foto Sport & Notizie (izerbesi@yahoo.it)

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