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venerdì 18 settembre 2015

Pareggia la Lazio nella terra di Kolomoyskyi | Foto Sport Notizie



foto: dailystormer.com
Accompagnata dalla polemica sulla maglia nera, in un clima quasi di guerra (quello che si respira nel Donbass orientale). La Lazio esce dalla Dnipro Arena sicuramente scontenta dell’esile punto guadagnato.

“Dobbiamo crescere sul piano dell’attenzione” - dice Parolo a fine partita ai microfoni di 'Lazio Style Radio' – “Siamo soddisfatti dell’ottima partita, non abbiamo mai rischiato. Solo negli ultimi secondi del match abbiamo avuto un calo di concentrazione. Il Dnipro faticava ad arrivare in porta. Dobbiamo lavorare su queste disattenzioni”. Più diretta invece la critica verso l'arbitro da parte di Pioli: “Il regolamento parla chiaro, il gol del pareggio è arrivato a tempo scaduto, oltre la fine del recupero. Ma sono amareggiato perché dovevamo chiudere prima la partita. Questa è l'ennesima lezione: dobbiamo imparare, dobbiamo crescerere: questa era una partita da vincere”.

Nei giorni precedenti tra l’altro il clima che si era creato intorno alla gara non era dei migliori. Con il quotidiano francese Le Monde che si era scagliato contro la casacca nera con l’aquila sul petto. Una sorta di richiamo ironico alle Camice Nere e al Terzo Reich che non è piaciuto molto né alla società biancoceleste né alla classe politica. Come ad esempio alla Meloni di Fratelli d’Italia che sul suo profilo Facebook scriveva: «Siamo al delirio. Il nero può essere indossato, ma non da una squadra romana e non dalla Lazio. Se in giro per l’Europa ci fossero altri scienziati come quelli di Le Monde avremmo grandi problemi a scegliere le maglie di calcio»

Ai confini del Donbass orientale è successo tutto sotto il consenso dell’Uefa e di Platini. E del presidente del Dnipro, l'oligarca Igor Kolomoyskyi. Un patrimonio vicino ai 3 miliardi di dollari e la banca privata più popolare d’ Ucraina. Il magnate è titolare anche di un battaglione privato. Il nemico sono i separatisti filorussi di stanza a Donetsk a pochi chilometri dalla tranquilla Dnipropetrovsk. Tra l’altro la regione fluviale del Dnepr (il terzo fiume più grande d’Europa) fino a giugno era totalmente sotto il suo controllo, fino a quando Igor Kolomoyskyi è entrato in aperto contrasto con il premier ucraino Poroshenko. (Corriere dello Sport)

di Foto Sport & Notizie (izerbesi@yahoo.it)

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