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venerdì 9 ottobre 2015

Calcio. Pioli: “Sogno di vincere con la Lazio” | Foto Sport Notizie



Pioli intervistato ieri al centro sportivo di Formello dal direttore del Corriere dello Sport Vocalelli: foto: sslazio.it
Intervistato dal direttore Vocalelli, Pioli si offre in una lunga intervista oggi pubblicata sul 'Corriere dello Sport'. “Sogno di vincere con la Lazio. Il gioco che più mi piace è quello di Guardiola: si attacca e si difende tutti insieme”.

Pioli alla Lazio - subito dall’inizio - ha trovato l’ambiente migliore per fare bene, come lui stesso conferma: «Credo che non siano mai gli allenatori a scegliere, ma noi allenatori veniamo scelti e chiamati in causa. Prima ho incontrato il ds Tare, ci fu un confronto nel suo ufficio sul tipo di gestione, sulla metodologia di lavoro, poi la sera stessa incontrai Lotito. Da lì è nato qualcosa di positivo. Ho avvertito stima, rispetto, fiducia. Ho avuto subito delle sensazioni positive, ho dato fiducia a quello che mi aveva detto Lotito. “Stia tranquillo, sarà il nuovo allenatore della Lazio”. Ho aspettato il mio turno sapendo che la firma sarebbe arrivata più avanti, c’erano dei tempi stabiliti. Il presidente è stato di parola».

Si parla poi di obiettivi, grandi allenatori e modi e moduli di gioco: «I grandi allenatori sono considerati grandi quando cominciano a vincere qualcosa. Se voglio essere considerato grande anche io devo cominciare a vincere qualcosa. E’ quello che vorrei fare e con tutto il cuore vorrei riuscirci con la Lazio. Mi trovo molto bene qui. Sono contento, orgoglioso di essere l’allenatore della Lazio, di questi colori, di questi tifosi. Il sogno, l’obiettivo è vincere qualcosa, anche se ho detto in passato che si può essere vincenti mantenendo le aspettative per le quali vieni messo sotto contratto. Voglio continuare a pensare in grande. Sono arrivato alla Lazio per darle soddisfazioni, voglio ottenere successi. Non sarà facile, ma so anche di avere una squadra all’altezza».

«Allenatori di riferimento no. Se mi chiedete quello che mi piace di più, per come fa giocare la squadra, e per quello che rappresenta, dico Guardiola. Il suo calcio mi piace tantissimo. Lo conosco. Grande persona, grande allenatore. In Italia ce ne sono tanti bravi, non ho un nome solo. La scuola di Coverciano è ottima, ti dà tanto, siamo molto preparati, a volte pensiamo di esserlo anche troppo. Mi piace la sua filosofia, l’identità della squadra. Non mi piacciono gli schemi, il giocatore in campo deve essere libero ma deve sapere che suona in un’orchestra, non è uno sport individuale. Guardiola non dà punti di riferimento, vuole fare la partita e controllarla. Non significa non difendere. Controllare la partita significa spostare il baricentro in avanti, avere idee, giocatori in movimento e una squadra che porti soluzioni in possesso palla e che lavori insieme. Nel suo piccolo, la Lazio sta cercando di fare questo. Voglio giocatori che prendano iniziativa, quelli di qualità devono entrare in possesso palla più volte nella metà campo offensiva, non nella nostra. L’obiettivo è divertire i nostri tifosi. Non basta giocare bene, ma bisogna accompagnare il gioco con il risultato. Questo fa la differenza. Ma giocare bene significa avere più possibilità di fare risultato». (Corriere dello Sport)

di Foto Sport & Notizie (izerbesi@yahoo.it)

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