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martedì 16 febbraio 2016

Calcio. Lazio. Intervista 'farlocca' di Tare: "Conti a giugno"

Sul noto quotidiano sportivo ieri c’era una lunga intervista a Tare(tre ‘paginate’). Non più procrastinabile, vista la situazione contingente e le forti pressioni della piazza alla scossa. L’intervista a detta della critica risulta di facciata: “I bilanci si fanno a fine stagione. Il progetto è di valorizzare i giovani. Modello Borussia Dortmund e Schalke 04. Obiettivo Europa”.

Sorriso ritrovato in casa Lazio. Dopo il pareggio di Genova è arrivata una vittoria importante che permette di ripartire per l'obiettivo minimo, la qualificazione all'Europa League. Il 5 a 2 sull'Hellas Verona fa ritrovare il buon umore anche a Igli Tare: "Con una stagione in buona parte ancora da giocare – dice il ds biancoceleste - con un altro obiettivo importante come l’Europa League, è prematuro mettere sotto processo la Lazio e la squadra. Sono ancora più convinto adesso del progetto. Secondo le nostre valutazioni, volendo dare la priorità al gruppo che aveva raggiunto il terzo posto, abbiamo pensato di aggiungere dei giocatori giovani e da crescere in un contesto importante come il nostro. La società ha un obbligo, quello della gestione sana e questa linea è stata mantenuta per dare un ordine: raggiungere degli obiettivi progettando prima tutto quello che poi è successo. Quello che abbiamo raggiunto e tradotto in termini di trofei e finali, parlo della prima squadra e della Primavera, sta sulle tabelle".

Non vendere al momento giusto è stato un errore? "Ho visto i movimenti di altre società. E’ successo alla Juve, alla Roma, all’Inter e al Napoli. Posso capire se vendo e poi reinvesto gli stessi soldi per migliorare la società. Sì, potrebbe essere stato un errore non aver venduto nessuno, ma io dico anche che l’idea di rifiutare 50 milioni per Felipe (44 più 6 di bonus) è perché volevamo fortemente dare continuità a questo progetto". La Lazio può entrare stabilmente tra le prime tre? "La possibilità c’è. L’anno scorso l’abbiamo dimostrato puntando su idee chiare e su un progetto chiaro. E’ vero che il fatturato conta molto, ma conta anche la convinzione di essere sulla strada giusta, pure nei momenti in cui i risultati non arrivano. La cosa più importante è portare la Lazio a quel livello. Il Napoli di qualche anno fa è un buon esempio anche per me".

Su Keita: "E' il primo anno, da quando lo conosco, che si sta comportando da giocatore vero, sia per quanto riguarda gli allenamenti, sia per il rendimento in partita. Se mantiene questo tipo di atteggiamento, potrà fare una carriera importante".Felipe Anderson è lontano dagli standard della passata stagione: "Deve capire che a volte le aspettative sui giocatori sono maggiori di quanto gli stessi giocatori possono sostenere. Felipe deve essere in grado di imparare, di superare le contromisure degli avversari, per migliorare ancora il suo rendimento. Morrison? E’ un giocatore di talento, quello per cui vale la pena di pagare il biglietto. Viene descritto come un bad boy, in verità non lo è, solo che va costruito completamente il suo approccio alla realtà italiana". E molto di più. Oggi invece sui quotidiani si parla di mercato e delle operazioni che si potrebbero concretizzare a fine stagione. Almeno una cessione eccellente: Candreva (Premier League, Liga), Anderson e/o Biglia(Premier League) potrebbe essere inevitabile. A meno di rivoluzioni importanti a livello societario che inserirebbe liquidità nelle casse biancocelesti.

di Foto Sport & Notizie (fotosportnotizie@gmail.com)


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