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giovedì 2 marzo 2017

Milan. Trattativa infinita con i cinesi, ancora rinvii.

Milan ai cinesi, la trattativa va avanti sotto varie forme da circa un anno. Si prospetta un nuovo rinvio per la chiusura dell’accordo. Il compratore era stato individuato circa 9 mesi fa nella SES, un corsorzio di imprenditori cinesi, cerchiamo di fare chiarezza.

Il trasferimento del Milan da Berlusconi alla Sino Sports Europe(SES) tarda a decollare. I 420 milioni necessari per chiudere non ci sono, ma solo 260 - come ricorda 'Corriere.it' - e si è deciso di rinviare il closing al prossimo 7 aprile (o 31 marzo). Serve il versamento di una nuova caparra da 100 milioni di euro entro il 10 marzo. Peraltro ad oggi sono ancora molti i dubbi. Infatti i nomi del futuro cda del Milan cinese non sono ancora ufficiali. Dalle indiscrezioni si tratterebbe di Yonghong Li, Han Li e un certo Bo Lu, un professionista di Pechino legato ad Haixia (un'azienda della cordata), oltre a Marco Fassone (il futuro ad del Milan cinese), al manager Marco Patuano, ex ad di Telecom, ora alla guida della holding del gruppo Benetton, e all’avvocato Roberto Cappelli, uomo di fiducia di Unicredit, già in passato presidente ad interim della Roma e che ha seguito tutta la trattativa sin dall'inizio.

Mistero intorno alla SES. Inizialmente a parte il nome di Yonghong Li, il primo investitore, non si sapeva altro. Successivamente, intorno a novembre venne resa nota una lista, mai però formalizzata ufficialmente, che oltre allo stesso Yonghong Li, contiene i nomi di Haixia (società di investimenti controllata dall’ente statale State Development & Investment Corporation), China Zheshang Bank, Huangsi Zhongbang Sports development , China Industrial Bank, Huarong (una finanziaria pubblica), Guangzhou Bank, Jilin Yongda Group (elettronica industriale), Jinge Investment e Rentai Investment. Tutti gruppi industriali vicini al governo cinese. La lista peraltro ha subito numerosi cambiamenti. Infatti a novembre scroso il governo di Pechino ha deciso di negare le autorizzazioni alle esportazioni di denaro e la struttura dell’operazione è cambiata: non si tratta più di un fondo cinese, ma di una società di capitali offshore, e gli ex investitori del fondo sono diventati finanziatori di Yonghong Li. Sono quindi rimasti solo Haixia, Huarong e un altro soggetto.

La trattativa iniza nel 2015. Dopo la rottura con Mister B, il facoltoso imprenditore di Taiwan. Si palesa una non meglio precisata cordata cinese per mezzo della banca d'affari francese Lazard, advisor della famiglia Berlusconi. Il volto visibile della cordata è rappresentato inizialmente da Sal Galatioto, presidente della Galatioto partners, società operante negli Stati Uniti nel campo della finanza sportiva e della consulenza aziendale, che ha come suo rappresentante italiano l’uomo d’affari di origini armene Nikolas Gancikoff. Rottura anche in questo caso. Dalla cordata emergono Yonghong Li e Han Li che si fanno garanti dell'attuale cordata SES. Ad oggi sono stati versati 200 milioni dopo lunghissime trattative in due tranche da 100. Mancano 320 milioni da versare alla Fininvest, 220 milioni di debiti e 350 milioni di investimenti garantiti per il triennio 2017-19, di cui 100 da versare subito.

di Foto Sport & Notizie (fotosportnotizie@gmail.com)

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