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'Red Zone' Perugia, storia di una top disco abbandonata.

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Il Red Zone al momento è in uno stato di abbandono. Il destino è poco chiaro. E' sottoposta a sequestro fallimentare e ci sono possibilità che venga abbattuta.


Il Red Zone è chiuso dal 2015 - come riferisce il quotidiano online umbro 'Tuttoggi.info'. Ad oggi, l'infrastruttura permane in uno stato di abbandono. L'azienda titolare dell'immobile sarebbe la 'San Martino Costruzioni' con sede a Pordenone e vanta una cifra considerevole nei confronti della 'Red Zone srl' di Riccione. A partire dal 2015 il curatore fallimentare ha indetto aste su aste per la vendita dell'immobile e il recupero del capitale. Ad oggi tutto permane in uno stato di attesa. In cui si paventano abbattimenti e altro e in cui la base d'asta è scesa da 960K a 300K - su altri siti ho letto anche 150k Euro.

Il collettivo del Red Zone e lo staff, comunque, continuano a organizzare feste. Come si evince dal sito 'angelipierre.it', l'ultimo evento pubblicizzato è quello di Capodanno 2021, l'anno scorso. In ogni caso c'è la pagina facebook del Red Zone e un club virtuale. In rete su youtube si trova molto materiale, con spezzoni di feste e altro. E l'affetto dimostrato in rete dal pubblico per il locale è importante.

Il Red Zone alll'inizio si chiamava Palladium e proponeva musica commerciale. Poi inizia a cavalcare l'onda della garage e della house di NYC e a invitare 'big djs' della scena internazionale come Tony Humpries e David Morales per fare qualche nome. Insieme ai storici resident Ricky e Sauro e al clima irripetibile che si viene a creare in questo angolo di Italia centrale. Tutto questo mix fa in modo che diventi un'icona del genere in Italia e nel mondo. Anche grazie a un ambiente quello umbro-tosco-emiliano molto fertile sotto questo punto di vista. Non dimentichiamo da queste parti sono cresciuti grandi producers e musicisti di levatura internazionale come Ralf, Jovanotti, Ricky Montanari e altri.

Il Red Zone deve il suo nomne alla caduta del Muro di Berlino. Nasce, infatti, nel 1989 sotto le influenze di un periodo, gli Anni '90, dove condivisione e voglia di libertà creano quell'atmosfera di distensione post Guerra Fredda. L'ambiente del locale è descritto bene in un articolo di gennaio 2014 della rivista musicale 'MusicBaum.com' in cui l'autore ha partecipato proprio a una festa e fa la cronaca dell'evento.

Erano anni di una transizione infinita, quella, che preludeva a periodi di profondi sconvolgimenti sociali e politici. Che poi sono gli stessi che viviamo nei giorni nostri, dove la normalità è l'emergenza costante e l'attesa.


Nel video trovi immagini del club virtuale, di un reportage fatto da Nicola Balini e da una festa ripresa live dal Red Zone. I link alle fonti le trovi in descrizione al video su Youtube.


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Foto Sport & Notizie (indirizzo email : fotosportnotizie@gmail.com)

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