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Social Football Summit 2023, lo stato dell'arte.

Notizie Sportive

Come ogni anno, è il momento di fare il punto della situazione. Sostenibilità e Responsabilità sociale il leit-motiv del SFS23. Infrastrutture? Prima o poi.


L'imbuto che impedisce al sistema calcio di realizzarsi e stare in linea con il resto d'Europa sono le infrastrutture. E' una ovvietà che però pesa ormai da decenni su tutto il mondo calcio. Un tema abbastanza delicato che affetta la realtà italiana a tutto tondo. E le cui origini vanno cercate in temi patologici cronici del sistema socio-politico italiano. Il motivo più immediato della difficolta di realizzare investimenti immobiliari va cercato nel sistema giudiziario e nei tempi biblici. Sistema poco affidabile agli occhi degli investitori nazionali ma soprattutto internazionali.
Giustizia fa rima con inadeguatezza e arretratezza di tutte quelle istituzioni secolari e radicate sul territorio e legate a doppia mandata con la popolazione. E qui la Lega Serie A ha un "appeal" e un potenziale per creare storie emozionali che pochi hanno in Europa. Se non altro per la storia del territorio così importante e con identità forti e tanto diverse tra loro che essa stessa rappresenta la ricchezza. Tanto da essere difesa in qualsiasi modo. E la data degli Europei 2032 con sede tra Italia e Turchia rimane il termine inderogabile per affrontare e risolvere il tema degli stadi rimandato da troppo tempo.

I temi caldi del SFS23. Visto il quadro d'insieme, noto a tutti e sufficientemente complicato e in cui gioco-forza si inserisce il sistema-calcio italiano. Le strategie devono essere tali da andare a intaccare il sistema di pensiero dei "decision-maker" e avvicinarlo il più possibile a quello dei gruppi finanziari che dirigono l'orchestra. E di riflesso cambiare anche l'atteggiamento degli strati più bassi e vicini al territorio. Attraverso il giuoco del calcio che è quello che riesce più di ogni altro a generare seguito.
I temi più toccati al Social Football Summit 2023, la sostenibilità, cercando sempre di mettere a sistema gli argomenti del clima, del rispetto dell'ecosistema e cercando di fare del calcio uno strumento per veicolare valori condivisi. E dunque, ecco che di riflesso sono sempre più presenti progetti di responsabilità sociale. Come le varie campagne contro fenomeni di varia natura e per generare inclusione. Quindi contro la violenza e a favore di onlus e della ricerca contro malattie diffuse e rare, ecc. Da qui, il forte connubio calcio-istruzione con percorsi di prevenzione, educazione civica, socialità, inclusione, empowerment e legalità.
Ovvero sostenibilità ambientale è anche responsabilità sociale, vedi il report sui club di Serie A 22-23 realizzato da communitysoccerreport.it.

Le parole degli addetti ai lavori. Tra i tanti presenti in rete forse quello che più di tutti va a testimoniare il disagio della situazione italiana è quello di Alessandro Antonello Corporate Manager di Inter FC. Per il quale l'obiettivo è di essere attrattivi agli occhi degli sponsor. E per fare ciò serve un approccio strategico legato ai principi ESG ("Environment", "Society", "Governance"). Il "purpose" delle azioni strategiche deve essere sempre trasparente. Da qui l'utilizzo dei dati e di strumenti misurabili. Questo - dice - permette di fare "reporting" e rendicontazione e fare fronte ai fenomeni del "social-washing" e del "green-washing", ovvero, contrastare azioni solo di facciata.

Altro strumento per mettere in campo le strategie e i valori di cui sopra è il calendario internazionale degli eventi sportivi e le regole finanziarie che comunque portano con loro valori e strategie. Si parla, poi, sempre di più di polarizzazione del sistema calcistico globale ("Premier League" vs "Saudi Pro League"). La Lega Serie A in tutto ciò deve essere l'unico intermediario delle organizzazioni internazionali del calcio come FIFA e UEFA da una parte e dei club nazionali dall'altra.

Le strategie più comuni che al momento i club mettono in campo sono quelle da una parte legate ai numeri e ai risultati quindi le strategie corporate. In contrapposizione a quelle più orientate alle persone. Per questo, si alle azioni on "on-the-pitch" conseguendo rose stellari e successi sportivi. Congiuntamente e soprattutto a strategie "off-the-pitch". Sviluppando piattaforme per ingaggiare i fan, aumentare le audience, fare delle societa calcistiche delle "media-house". E dare vita a storie e perseguire valori graditi agli sponsor. Effettivamente - dice Alessandro Antonello - in casa Inter è tutto pronto per il grande salto. Serve solo l'infrastruttura. Anche perché in molti casi dentro gli stadi manca addirittura la connessione a internet. Queste strategie portano inevitabilmente, da una parte ai risultati finanziari diretti ottenuti con i risultati sportivi. Ma da un'altra a quelli indiretti ottenuti grazie all'engagement. Ovvero guidare il fan a compiere azioni (like, commentare, condividere, comprare, ecc.). Dunque, in sintesi, si ai numeri e ai risultati ma solo se sostenibili a livello sociale e ambientale

E quindi, in questo momento i casi in cui le strategie sono maggiormente "fan-centriche" aumentano evidentemente. Sotto questo profilo va citata la testimonianza di Marco Canigiani Marketing Manager della SSLazio. Che racconta del grande lavoro fatto per eliminare il gap e l'attrito presente con il proprio pubblico. E fa ricorso a un aneddoto risalente al mancato arrivo di Bielsa dove la campagna abbonamenti fu sottoscritta solo da 11 persone. Un numero inequivocabile, quello dei giocatori che scendono in campo. Li ha voluti raggiungere uno per uno attraverso tesserati biancocelesti e consegnare loro la nuova maglia. Il tutto è stato ripreso da "Sky".

Interessante il panel che vede coinvolti Tommaso Bianchini CRO del Napoli e Daniel Nenni, Senior brand Manager di Coca-Cola per Italia e Albania. I quali hanno raccontato la storia di successo scritta l'anno passato portando lo scudetto sotto al Vesuvio. La connessione che si è creata attraverso un'associazione del genere è stata evidentemente esplosiva. Perché - dice Nenni - Coca Cola ha nel suo DNA le connessioni inattese, casuali e "on-purpose". Con un mix di esperienze live che hanno portato a creare insieme la vera magia del calcio. E riscrivendo la storia e l'identità di Napoli prima legata a un singolo, Maradona. Oggi a una squadra forte e vincente sia "on-the-pitch" che "off-the-pitch". Percorrendo la strada dell'engagement con un brand globale come Coca Cola che su questi temi è precursore e ha scritto la storia.

A ribadire l'importanza delle sponsorizzazioni Giovanni Valentini CRO della Nazionale Italiana. Il quale ricorda il passaggio ad Adidas che ha portato l'Italia tra i primi 5 fatturati del mondo. E la qualificazione degli azzurri ai prossimi Campionati Europei di calcio 2024.

Importante l'intervento di Javier Tebas della Liga che sulla SuperLiga Europea ribatte a Reichart CEO di 'A22 SportManagement' dicendo che questa non è una strada percorribile. 21/12/23. A distanza di 20 giorni dalle dichiarazioni di Tebas arriva la sentenza della Corte di Giustizia della UE sul "caso Super Liga". Secondo tale pronunciazione UEFA e FIFA non possono vietare ai club di organizzare leghe private. Ribadendo, allo stesso tempo, la posizione dominante di tali organizzazioni sovranazionali del calcio.
E sulla Serie A, commenta Javier Tebas: "E' l'unica con il potenziale per avvicinarsi alla Premier League. Bisogna lavorare sul brand, chiaro. E' un modello molto interessante senza esclusività dei diritti tv - dice - dove la passione è la chiave di lettura. I temi da affrontare immediatamente sono quelli del Fair Play Finanziario perché non si può andare in perdita. E allo stesso tempo dell' internazionalizzazione, ma questo si può fare solo attraverso i singoli club e le realtà locali - chiosa Tebas".
Va sottolineato che nel caso della Premier League questo discorso viene molto naturale. Vista la storia coloniale così attuale.

A ribadire il concetto Casini Presidente della Lega Serie A secondo cui per fare i stadi serve l'intevento dei Governi Nazionali perché l'ambito comunale è poco incisivo.

Il modello a cui ripetutamente si fa riferimento è quello USA. Soprattutto, per quanto riguarda le infrastrutture. Stadi super tecnologici con led a 360° che permettono di creare esperienze 3D molto immergenti che ricordano quelle del cinema. Con l'utilizzo di tecnologie LIFI avanzate che usano la luce come mezzo di trasmissione dei dati. Secondo Romy Gai CBO della FIFA, nel 2026, la XXIII Coppa del Mondo con sede tra Canada, Messico e Stati Uniti, ognuna delle 106 gare sarà un "SuperBowl".


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di Foto Sport & Notizie (indirizzo email : fotosportnotizie@gmail.com)

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