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sabato 20 febbraio 2016

Sport. Roma 2024 e Vele di Calatrava: 'No Malagò, no party'

Fumetto da 'scaruffi.blogspot.com' e immagine vele da 'linkiesta.com'
I lavori per la c.d. ‘Città dello Sport’ iniziarono nel 2005. Ancora non sono finiti. Se non saranno completati per i Giochi Olimpici del 2024 a cui Roma si è proposta, allora forse rimarranno allo stato attuale per sempre.

C’era una ‘città dello sport’ da costruire a Roma, nella zona di Tor Vergata. Il lavoro fù affidato all’archistar Santiago Calatrava. Angelo Balducci gestiva i fondi destinati alle opere pubbliche (aveva già seguito lavori importanti come quelli per il Giubileo del 2000). Pronti via, nel 2005 cominciano i lavori. A sovrintendere il tutto c’è il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, seguendo una prassi dettata in quel periodo dal Governo. Ovvero quella di affidare i grandi eventi ad un commissario ‘politico’.

Magari l’idea delle gare di nuoto nella scenografia, in quelle che ormai vengono chiamate le “Vele di Calatrava”, nasce ad uno di quei incontri mondani in cui se non c’è Malagò è una festa poco riuscita(‘No Malagò no party’). Un gruppo di amici e conoscenti che in sostanza rappresenta una sorta di corte del Re Agnelli. Che con i vari Montezemolo & Co prendono e non prendono le decisioni, fanno e disfanno. Di mezzo c’è anche il Circolo Canottieri Aniene di cui Malagò è presidente e in cui ospita i suoi importanti avventori della Roma bene. Spesso casa del salotto mondano romano. E allora iniziano i lavori.

A Tor Vergata arrivano chili di ferro, tanti quanti ne servirono per una Tour Eiffel qualunque. Ma il sogno di chiudere i lavori per il 2009 rimane un sogno. Così i lavori, i cui costi erano già aumentati dagli iniziali 60 milioni di euro per adattare il prodotto finale alla kermesse iridata, si inchiodano. E si tirano fuori altri denari, stavolta per adattare un altro impianto, quello del Foro Italico, inaugurato nel 1932. Non è un punto di poco conto, perché lo spostamento al Foro e i relativi pagamenti dei lavori daranno vita ad un forte attrito tra Malagò e Paolo Barelli, capo della Federnuoto. Adesso l’obiettivo sono le Olimpiadi 2024 e i cospicui fondi internazionali che già hanno in parte alimentato i numerosi lavori (piscina incompleta al Valco San Paolo e altri), per dare il senso a una storia tipicamente italiana. (LINKIESTA.IT)

di Foto Sport & Notizie (fotosportnotizie@gmail.com)

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