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Lettera di Cristian Palladino, Sindacalista di Flp Difesa


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Lavorare per vivere o per morire? Pubblichiamo di seguito la lettera scritta da Christian Palladino, sindacalista di FLP DIFESA


"L'articolo 1 della costituzione Italiana recita:"L'Italia è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro". Nella cultura occidentale il lavoro è la colonna portante del sistema "vita", tutto ruota attorno ad esso. Ciò che si realizza è il frutto degli sforzi di ognuno, del   Phatos con il quale ogni operante affronta l'attività giornaliera, della volontà dello stesso di sacrificare 2/3 della propria vita per contribuire alla crescita personale, allo sviluppo ed al progresso della società. Tanti sono i doveri del lavoratore che sempre più spesso impattano sul vivere quotidiano e su una normale gestione familiare. Di certo qualcuno, meno fortunato, il lavoro nemmeno ce l'ha, una condizione che riflette non poco sulla vita stessa dell'individuo ma dalla quale trarre l'energia necessaria da destinare alla ricerca della propria dignità.

Ecco, vorrei soffermarmi proprio su questo ultimo termine: "DIGNITA'"; un'accezione sempre più vana, un qualcosa di poco conto riportato negli antichi scritti o nei discorsi in piazza.  Eppure già in epoca remota il filosofo Kant conosceva perfettamente il suo significato scrivendo: "La dignità viene riconosciuta a ogni uomo in quanto essere razionale e perciò degno di essere considerato sempre come fine mai come mezzo." Sembrerebbe invece che oggi le attività ed i lavori svolti dai lavoratori e delle lavoratrici, sono finalizzate solo ed esclusivamente ad uno spasmodico desiderio di produrre perdendo di vista il reale valore dell'umanità. Sebbene il concetto lavoro si è distorto nel tempo , gli uomini si son dovuti adeguare per garantire più possibile pane e vita per se e per la propria famiglia. Può avere di certo un senso fare questo ma non è tollerabile rischiare di perdere la propria vita a causa del lavoro, questa affermazione nasce dapprima dalla mia coscienza e poi dal mio ruolo di Sindacalista.

E' impensabile, al giorno d'oggi, che un lavoratore possa contrarre la legionella sul luogo di lavoro o vedersi cascare una lastra di vetro in testa o rischiare di essere folgorato a causa di un cavo elettrico bagnato da infiltrazione di acqua piovana o addirittura essere investito da un calcinaccio, per non parlare dei Militari imbarcati sulle unità navali della Marina Militare: 570 casi di mesotelioma, piu' di 1000 decessi per tumore polmonare, altri 500 morti per le altre patologie asbesto correlate, dai mesoteliomi ai tumori della laringe e della faringe. "Incidenti" probabilissimi che possono accadere ogni giorno ai dipendenti  militari e civili degli Arsenali.
Proprio qualche mese  fa sono stati rinvenuti 5 focolai di legionella in una delle mense dell' Arsenale Spezzino,  chiuso il tratto nei pressi dell'infermeria per pericolo caduta lastre di vetro, quasi ogni giorno si assiste ad una  "TRANSUMANZA" di lavoratori costretti a migrare da un ufficio all'altro per i pericoli connessi a fabbricati fatiscenti, infiltrazioni di acqua piovana rendono instabili le funzioni dei server all'interno del sistema informatico e non di meno precarie le condizioni ambientali degli operatori stessi.

Una situazione che logora lo stato d'animo dei dipendenti e ancor di più di chi non sa cosa aspettarsi in una giornata lavorativa qualunque. A tutto questo si aggiunge l'impotenza dei vari reparti tecnici costretti ad intervenire alla buona per mancanza di fondi. Come FLP DIFESA fino ad ora abbiamo chiesto azioni di rilancio per gli Arsenali e Basi Navali, stanziamenti destinati ad un ripristino strutturale, un' azione di forza che sensibilizzi i vertici Politici e Militari; abbiamo chiesto assunzioni per tentare di dare una continuità a quei lavori e realtà che hanno fatto la storia di alcune città ed apportato un indotto fondamentale a quei luoghi. Ora  pero' vorrei parlare alla coscienza di chi e' in grado decidere sul nostro futuro e vorrei che recepisca questo breve scritto non come una richiesta di aiuto ma desiderio di dignità per i tanti civili della Difesa prossimi al pensionamento ed ai pochi giovani ,fortuiti, assunti negli ultimi anni".


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