LEGASERIEA

martedì 26 marzo 2019

Fitness, alimentazione e dimagrimento. Ti do qualche dritta.


Sfatando qualche mito, ecco alcune linee guida su cui muoversi per impostare un programma di allenamento e dimagrimento. 

Qualunque sia il tuo obiettivo, allenamento e alimentazione vanno di pari passo. Anzi oggi, nell'ambiente scientifico, l'attenzione si sposta sempre di più verso l'alimentazione. E' fuori discussione che le cellule del nostro corpo necessitano di essere alimentate. E la qualità e la varietà dell'alimentazione fanno sicuramente la differenza. Ovviamente rispettando le quantità e gli equilibri necessari. D'altro canto non esiste forma fisica senza allenamento e lavoro. E soprattutto al fine di impiantare un metabolismo cellulare a riposo, che sia attivo e che consumi energie è di vitale importanza l'attività fisica. E anaerobica contro resistenza per l'adattamento cellulare e il lavoro aerobico per una vascolarizzazione del muscolo efficiente. Tutto ciò in funzione di una maggiore spesa energetica proprio a livello cellulare.

Alimentazione. A dire il vero sono tante le leggende metropolitane in relazione ad alimentazione e dimagrimento. E a periodi alterni sono anche numerose le mode alimentari che si susseguono. La verità è che il nostro organismo ha bisogno in modo equilibrato di tutti i gruppi alimentari durante la giornata. Dando priorità agli alimenti di origine vegetale. Ovvero quelli provenienti dal primo gruppo (frutta e ortaggi con funzione prevalentemente regolatrice). Del secondo gruppo (cereali e derivati, tuberi, con funzione prevalentemente energetica). Del terzo (latte e derivati, con funzione fondamentalmente plastica). Del quarto ( carne, pesce, uova e legumi, con funzione plastica). E del quinto gruppo alimentare (grassi e oli da condimento, con funzione prevalentemente energetica). Posto che all'interno di ogni gruppo vi possono essere differenze notevoli. Ad esempio carne e pesce sono differenti dal punto di vista lipidico e proteico.
E poi basta con questo fatto che per fare massa devi mangiare le bistecche! Certo ti aiuta. Quello lo devi fare sempre. Anche una bella fettina panata, ogni tanto, non ci sta male. Se è per questo :)

Allenamento. E' diffusamente approvato che svolgere una vita attiva, possibilmente già dalla giovane età, crea un metabolismo vorace e che brucia energie. Questo deve essere l'obiettivo primario di un allenamento volto alla forma fisica e alla perdita di peso. E deve essere quindi un'abitudine, una bella abitudine che ci accompagni durante la settimana. Evitare pratiche monotone è importante perché finiranno con molta probabilità in soffitta. Quindi si alle attività che ci da piacere svolgere. E agli allenamenti per circuito con esercizi il più possibile diversificati. In cui andare a sollecitare tutti i gruppi muscolari, e contro resistenza e in modo aerobico. Le serie minime sono 5 e le ripetizione ottimali sono dalle 8 alle 12-14 in funzione del vostro massimale. Senza esagerare, anche la corretta esecuzione del gesto tecnico è importante.

Dimagrimento. Se digiuni dimagrisci. Questo è ovvio. Ovvero creare un deficit calorico impone all'organismo la ricerca di energia nelle riserve lipidiche. Anche se le variabili sono numerose. E il nostro sistema endocrino è davvero molto complicato e soggettivo. E il c.d. effetto yo-yo è dietro l'angolo. Perché se non mangiamo andiamo a insistere sul metabolismo. Il quale tende ad adattarsi e prendere contromisure. Ovvero impara a rallentare e consumare meno energia a riposo. Il risultato è che le sostanze in surplus vengono trasformate in grasso. Dunque allenarsi e condurre una vita attiva non serve solo a dimagrire nell'immediato. Serve a modificare il metabolismo in modo che richieda una quantità maggiore di energie a riposo. Dunque vanno posti obiettivi a medio lungo termine. Obiettivi che avranno così una garanzia di solidità e permanenza nel tempo. E dimenticati le pillole magiche! Ci sono sicuramente sul mercato prodotti importanti, ma sono sempre ritrovati che completano un processo e un trattamento che non può essere solo farmacologico. Questo penso sia valido per qualsiasi problematica.

di Foto Sport & Notizie (fotosportnotizie@gmail.com)

giovedì 21 marzo 2019

Beach Soccer 2019. Si parte con importanti novità


Foto: beachsoccer.lnd.it
Tutto pronto per la nuova stagione. Con una formula nuova - fonte: LND.

La stagione Beach Soccer 2019 inizia. La Serie A sarà strutturata su doppia Poule. Poule Scudetto e Poule Promozione. Nella prima le 10 migliori piazzate l'anno passato di cui 2 decisi dalla graduatoria che tiene conto dei risultati delle ultime 4 stagioni. Nella Poule Promozione ci saranno sempre 10 formazioni, tutte quelle che hanno diritto alla Serie A. L'ultima classificata retrocederà in Serie B.

Le tappe. Saranno 6 le tappe. Strutturate sia per singola Poule che per entrambe. E tenendo conto anche degli appuntamenti Supercoppa e Final 8: il torneo a cui accedono le prime otto classificate della Poule Scudetto e in cui si  assegna il massimo trofeo nazionale.

La graduatoria. 1 Catania, 2 Sambenedettese, 3 Viareggio, 4 Terracina, 5 Pisa, 6 Lazio, 7 Ecosistem Catanzaro, 8 Canalicchio, 9 Napoli, 10 Palazzolo, 11 Lamezia Terme, 12 NoName Nettuno, 13 Sicilia BS, 14 Romagna, 15 Unione Bragno, 16 Vastese, 17 Brescia, 18 Genova, 19 Bari, 20 Villasimius.

di Foto Sport & Notizie (fotosportnotizie@gmail.com)

domenica 17 marzo 2019

Serie A. Lazio - Parma 4:1. Crociati in gita turistica.


Con i gol di Marusic, Alberto e Lulic la Lazio porta a casa 3 punti e continua nel sogno Champions.

Una piacevole domenica di calcio all'Olimpico. Davanti a un'ottima cornice di pubblico e in una giornata di sole che annuncia l'entrata della primavera, la Lazio ha ragione dei crociati in 20 minuti. Già alla fine della prima frazione di gioco i biancocelesti sono di 4 lunghezze avanti. Una gara che, quindi, dal punto di vista tecnico-tattico non da grandi elementi di dibattito. Il Parma è remissivo e sembra quasi in gita turistica all'Olimpico.

La gara. La Lazio entra in campo determinata, sa che non può più sbagliare. Il Parma è troppo basso e la Lazio intelaia fitta rete di passaggi. Sulla destra Marusic spinge tanto. Al 21' ecco il vantaggio del giocatore montenegrino che alla terza incursione la mette nel sacco. Alberto, oggi in grande spolvero, non si fa pregare e prima dal dischetto, poi con un destro chirurgico dal limite fa 3. Il sigillo prima di andare negli spogliatoi è di Lulic, per il momentaneo 4 a 0, sempre su assist dello spagnolo.
Nella ripresa il match non ha più molto da dire. Allora, passati i classici 10-15 minuti, ecco i primi cambi. Mr D'aversa mette forze fresche in attacco. Inzaghi da minutaggio a NetoCataldi e Durmisi. Il Parma al 77' fa gol sfruttando una disattenzione dei padroni di casa grazie all'ex Sprocati che aveva precedentemente rilevato Biabiany

Le parole di Inzaghi a fine gara ai microfoni di Lazio Style. "Le domeniche sono una diversa dall’altra, nella scorsa giornata avevamo espresso un gran gioco, ma non avevamo raccolto il bottino pieno nella sfida contro la Fiorentina. Ora ci saranno undici partite da giocare e 33 punti a disposizione, bisognerà dare il massimo. Sono contento per Marusic e Lulic e di tutti quanti, oggi abbiamo fatto diventare semplice quello che non lo era. Di fronte avevamo un Parma che fa delle ripartenze la sua arma migliore con Gervinho, Biabiany ed è una squadra organizzata, siamo stati bravi".

di Foto Sport & Notizie (fotosportnotizie@gmail.com)

martedì 5 marzo 2019

Calciomercato. Gli occhi delle big su Yucef Atal.


Foto: CorrieredelloSport.it
Dalla Serie B algerina al Nizza, per lui parlano i numeri. Ecco il profilo di un laterale difensivo che piace molto nella massima serie italiana - 'CorrieredelloSport.it'.

Youcef Atal predilige la fascia destra. Nato il 17 maggio 1996 a Boghni, ha esordito nel campionato francese l’11 agosto del 2018 contro il Reims (0-1).Fino a questo momento 20 presenze e 3 reti in Ligue 1 per il cursore difensivo algerino. Un metro e 76 per 70 chili, 1.543 minuti fino a questo momento in Ligue 1. Il Nazionale algerino è un punto fermo nella Top 11 d’Africa. Attualmente nel 4-5-1 di Patrick Vieira sta facendo vedere cose molto interessanti. Anticipo, rapidità, cross, attenzione in marcatura: può essere utilizzato anche sulla linea dei centrocampisti. Atal, valore attuale di mercato 5 milioni, è legato al Nizza fino al 2023, rappresenta qualcosa in più che un idea per il campionato italiano.

Il Nizza. Proveniente dalla scuola di Arséne Wenger, Viera ha faticato non poco ad emergere come uno degli allenatori di maggiore prospettiva del campionato transalpino. Contratto fino al 2022, 42 anni, è stato scelto come l'erede di Favre
Ad avvio stagione qualche incomprensione con la dirigenza del Nizza, a causa del mercato tutto improntato alla plusvalenza. A cui si aggiunsero le incomprensioni con Balotelli, poi trasferito a Marsiglia alla corte di Garcia. Contro tutto e tutti, adesso, Viera è quarto in classifica. Ampiamente in linea con gli obiettivi di inizio stagione.

L'aspetto tecnico. Compattezza, pressing e velocità nelle ripartenze. Questi i punti cardine dell'idea di calcio di Viera. Il quale si affida, davanti ad Allain Saint Maximin, professione contropiedista, in regia l'hub di centrocampo è il classe '95 Wilywn Cyprien, sulla corsia destra Atal rappresenta una costante spina nel fianco dell'avversario.

di Foto Sport & Notizie (fotosportnotizie@gmail.com)

venerdì 1 marzo 2019

Lavoro. La realtà Evolution Travel.


Contatta IgorTrip
Negli ultimi tempi crescono le opportunità per chi vuole vivere viaggiando. Tante sono le aziende che propongono l'attività di consulente di viaggio. Vediamo nel dettaglio la realtà Evolution Travel.

Evolution Travel esiste dal 2000. E' sicuramente l'azienda con maggiore esperienza nel settore della vendita di viaggi online. Sono molti gli aspetti positivi, anche se i risultati non sono scontati per il neofita.
Sicuramente agli albori la realtà in cui l'azienda si trovava ad operare era totalmente diversa. Se da una parte c'era grande diffidenza e la maggior parte del lavoro era nel conquistare la fiducia del potenziale cliente. Oggi la sfida rimane la stessa, ma il focus più che sulla sicurezza della transazione si sposta sulla concorrenza: le opportunità per l'acquirente on-line sono infinite, oggi. E differenziarsi e posizionarsi resta la scelta vincente. Per farlo serve essere competenti. 

L'offerta. Per entrare in Evolution Travel i requisiti richiesti sono minimi. Non ci sono grandi barriere in ingresso se non quelle di affrontare un investimento iniziale di circa 4 mila euro. In effetti i profili del consulente Evolution Travel sono davvero molteplici: si va dal semplice appassionato di viaggi che vuole curiosare all'interno del mondo del turismo al Tour Operator con visibilità internazionale, passando per l'agente di viaggi professionista. In effetti Evolution Travel si pone, e in futuro lo sarà sempre di più, come realtà non solo di vendita "tout-court". Anche e soprattutto di formazione in ambito turistico, che verrà sempre più erogata, anche al di fuori del network stesso. Questa esigenza nasce dal mutevole mondo dei viaggi, dove i grandi 'player' tendono a non volere intermediari tra loro e l'utente finale. Ovviamente una trasformazione che riflette i grandi cambiamenti in atto nella società e nella comunicazione. Dove le risorse e la conoscenza sono e devono essere aperte a tutti: la parola chiave è "engagement" e quindi partecipazione.

Il Network. Croce e delizia dell'azienda sono proprio i consulenti e la forza vendita. Grandi le risorse in termini di "know-how" ai quali ogni singolo promotore può accedere. Le sedi ufficiali sono 3: Malta per l'Europa, Miami per le Americhe e Londra per quanto riguarda software e altri temi amministrativi. Anche se in realtà l'azienda è di origine veneta, all'inizio esisteva una sede fisica a Montegrotto Terme (Padova) dove si tenevano colloqui e corsi. Oggi la selezione iniziale avviene tutta online e in molti casi anche solo in modo telefonico. Gli eventi sono numerosi durante l'anno, anche molto conviviali e il clima che si respira è assolutamente positivo. In molti casi si sono create relazioni solide e durature, il carburante vero del tutto. C'è la convention nazionale e gli open-day di 2 giorni che danno una formazione teorica e pratica e sono su base macro-regionale, entrambi a frequenza annuale. Unitamente agli eventi del gruppo locale con cadenza solitamente trimestrale e comunque pianificati a piacere del capogruppo stesso. 

Aspetti su cui lavorare. Il tema di dibattito aperto in seno al network è proprio rispetto ai neofiti e alla possibilità di entrare velocemente ad essere produttivo solo attraverso i strumenti digitali e frequentando quanto più possibile gli eventi. Bisogna anche evidenziare che è tutto a spese del singolo promotore, e questo pesa non poco nella programmazione del singolo consulente, anche perché significa tempo da dedicare agli spostamenti, nonché denaro. La tendenza quindi è di rivolgersi a realtà esterne locali più vicine alle esigenze particolari.
Da sottolineare che non si tratta di franchising. L'azienda madre gestisce e controlla tutte le transazioni e la formazione stessa, un lavoro abnorme per un personale e una struttura attualmente esigua  e delocalizzata. Forse questo è un punto debole che andrà rinforzato nel momento in cui i volumi d'affari diventano troppo importanti per una struttura pensata per una rete locale di affiliati.
Da aggiungere che ogni realtà e gruppo locale, sicuramente, presenta differenze e culturali e d'approccio. E ciò va sempre tenuto in considerazione. Si ravvisa l'esigenza di avere luoghi di incontro. Per esempio zone "simil-bar" dove i consulenti stessi possano scambiarsi esperienze e invitare i clienti a conoscere l'azienda? Magari accompagnando con un buon aperitivo o un semplice caffè?
Controverse anche la gestione delle campagne pubblicitarie, che ogni responsabile gestisce in modo proprietario, anche se per il promotore c'è la possibilità di farne di private. Sostanzialmente la scuole di pensiero su questo tema sono 2: favorire la c.d. "Lead Generation" o arrivare direttamente alla persona consapevole e pronta all'azione? 


Per concludere, è ovvio che ogni famiglia ha i suoi problemi e che ci sono aspetti positivi e altri su cui lavorare. A conti fatti, sicuramente, il coraggio di dare vita a una realtà del genere è l'elemento che la maggior parte delle persone che si  è unita al Network ha premiato. La libertà di lavorare dove, come e quando vuoi non ha valore e sarà probabilmente il filo conduttore del lavoro nei prossimi anni. La società cambia, cambiano i strumenti di comunicazione e cambia anche il lavoro.
Il "sentiment" generale nel mondo web sembra essere che l'unico tuo capo debba essere il tuo cliente. Ovvero chi ti paga e ti sostiene. Ed è verò, e non potrebbe essere altrimenti!
Senza dimenticarsi, però, le fondamenta. Le quali vanno tenute sempre bene a mente.


Contatta Igortrip



di Foto Sport & Notizie (fotosportnotizie@gmail.com)

domenica 24 febbraio 2019

Calcio. Primavera 2. Lazio - Cosenza 4-2. Lotito nei spogliatoi al break.


Foto: Lazialità
Gara fortemente condizionata dalle forti raffiche di vento. I ragazzi di Bonacina riprendono a correre verso la promozione, unico obiettivo di stagione. Marcatori: 1', 66' Capanni (L), 26' Paglia (C), 50' Czyz (L), 61' Scaffidi (L), 79' Santangelo (C).

"Mancano poche partite - dice Mr Bonacina a fine gara ai microfoni di Lazio Style - non dobbiamo più sbagliare ed abituarci a queste situazioni, sono tutte finali a cui dovremo approcciare bene per conquistare più punti possibile.
Ha fatto piacere che il Presidente sia venuto negli spogliatoi ed abbia incitato i ragazzi a non mollare. Dobbiamo volere di più queste vittorie per ottenere il nostro obiettivo finale. Non dobbiamo dimenticarci che siamo la Lazio e quindi in ogni gara non dobbiamo mai mancare l’appuntamento con i tre punti
".

La gara. Pronti, via. Subito la rete di Luan Capanni. Il talento italo-brasiliano messo a tu-per-tu con Quintiero scocca un tiro che un po' frenato e un po' deviato dal vento riesce lemme-lemme a posizionarsi in fondo al sacco. Nella prima frazione di gioco come evidenzia il tecnico biancoceleste il vento era forte e a sfavore. E non si riusciva, davvero, ad uscire dalla metà campo. Bene gli ospiti al 26' con l'ex Paglia direttamente da calcio d'angolo a fare conto pari.
Nella seconda parte di gara esce fuori la Lazio che fa valere il maggiore tasso tecnico, soprattutto nella zona mediana. Dalla parte di Czyz i biancocelesti sfondano spesso, al 50' il polacco classe 2001 porta in vantaggio i suoi grazie a un'inserimento di grande tempismo. C'è tempo anche per il bis di Capanni e la firma di Scaffidi, bravo a lottare sempre su tutte le palle. Nota negativa della giornata, il blackout a gara chiusa, che origina la seconda rete dei calabresi: "Commettiamo però sempre gli stessi errori individuali che dobbiamo rimuovere al più presto" - sottolinea Bonacina

L'opinione. Questa forse è la terza gara che vedo della Primavera biancoceleste. Le impressioni sono positive. Sicuramente, soprattutto nella fase difensiva ogni tanto si spegne la luce e forse ci sarebbe bisogno di maggiore attenzione. Bene per quanto mi riguarda nella zona mediana e in fase di costruzione. Elementi importanti e di grande prospettiva, che non scopro sicuramente qui, nella trequarti campo biancoceleste.

di Foto Sport & Notizie (fotosportnotizie@gmail.com)

domenica 23 dicembre 2018

Sporting Lisbona, omaggio al movimento ultras italiano


Foto: Blitzquotidiano.it
Lo SCP Lisbona, tradizionalmente il più filo-latino e italianista tra i club portoghesi, ha reso ieri omaggio al movimento 'Ultras' italiano.

Coreografia da brividi per la gara interna contro il CD Nacional allo stadio Alvalade. Per celebrare la ricorrenza dei 50 anni del movimento Ultras italiano, sempre fonte di ispirazione, ecco - come riporta blitzquotidiano.it - questa straordinaria scenografia a tinte tricolore. 

Tutte le icone storiche. Vengono rievocate tutte le icone dei gruppi storici della tifoseria italiana. Si va dall’aquila dei vecchi 'Eagles Supporters' della SS Lazio, all’Indiano del 'Collettivo Viola' - con cui la tifoseria bianco-verde di Lisbona è gemellata -  passando per la lupa stilizzata del 'Cucse i Fedayn del Napoli. E ancora, i loghi di genoani, doriani, bolognesi, veneziani, leccesi, reggini, bresciani, atalantini, livornesi, avellinesi, tarantini, ecc.



di Foto Sport & Notizie (fotosportnotizie@gmail.com)

sabato 15 dicembre 2018

Champions, ecco i club che hanno monetizzato


Foto: RMC news
Finita la fase a gironi si tirano le somme. "Calcio&Finanza.it" ha reso noti i profitti delle maggiori società europee.

E' il FC Porto con 39milioni e 150mila euro il club che ha monetizzato di più dalla fase a gironi della Champion's League. Appaiate in seconda posizione Barcellona  e Bayer Monaco con 37milioni e 500mila euro. La Juventus è settima a pari merito con Real Madrid e Ajax con 35milioni e 550euri.

I conteggi. Ciascuna delle 32 squadre solo partecipando alla UEFA Champions League ha potuto godere di una somma pari a 15,25 milioni di euro. Valore a cui vanno aggiunti i proventi derivanti dai risultati sportivi ottenuti nella fase a gironi. Per ogni partita vinta i club incassano 2,7 milioni di euro, mentre il pareggio porta 900.000 euro nelle casse delle società. Sommando quindi cifre di accesso alla competizione, proventi derivanti dai risultati sportivi e bonus derivante dall’accesso agli ottavi di finale (9 milioni di euro), è possibile stilare una graduatoria.

La graduatoria
POSIZIONE CLUB                    RICAVI (in euro) 
1                   Porto                    39.150.000
2                   Barcellona            37.350.000
=                   Bayern Monaco    37.350.000
4                   Atletico Madrid      36.450.000
=                   B. Dortmund         36.450.000
=                   M. City                  36.450.000
7                   Real Madrid          35.550.000
=                   Juventus               35.550.000
=                   Ajax                       35.550.000
10                 PSG                      34.650.000



di Foto Sport & Notizie (fotosportnotizie@gmail.com)

venerdì 23 novembre 2018

Social Football Summit


Prima edizione dell'evento dedicato al mondo social e marketing del calcio italiano. Grande successo di pubblico e tante emozioni.

Il calcio sa regalare emozioni di qualità. Lo sport più amato dagli italiani è anche molto social. Nelle relazioni dei relatori di spicco del mondo del calcio ciò che rileva davvero, e non potrebbe essere altrimenti, è quella primitiva necessità dell'uomo di giocare e socializzare - anche lontano dal rettangolo verde. 

Numeri e finanza. Ovviamente anche i numeri, i bilanci e l'organizzazione del grande show, devono fare rima con emozione. I confronti con i campionati-top del Vecchio continente sono però impietosi. In primis la Premier League, di grande prestigio l'intervento di Chris Harris social media manager dell'Arsenal FC. La Serie A invece - come dice Jose Angel Risco del Siviglia - ha un grande 'appeal' internazionale, e per storia e per cultura. Ormai da qualche anno però latitano e si rimandano decisioni chiave. Soprattutto su temi principe come l'internazionalizzazione, la governance, la multicanalità e gli stadi 3.0. "Internazionalizzare significa monetizzare fuori dai confini italiani" - dice Ivano Ortenzi di Bip esperto di modelli di business applicati al calcio.

Gli altri club presenti. Molto cariche di contenuti emotivi anche le relazioni di rappresentanti delle società italiane, club storici di grande tradizion. L'esperienza del Cagliari raccontata da Simone Ariu, ad esempio, è molto interessante per la forte identificazione del club con i valori del territorio e con la Sardegna stessa di cui si fa portabandiera. Di interesse anche la relazione di Danila Bavastro del Genoa FC tutta imperniata sul fenomeno Piatek (in polacco venerdì). Vera rivelazione del campionato italiano, al momento capocannoniere della competizione. Per il bomber "pistolero" che riempe gli stadi e infiamma Genova è già pronta la grafica per la 10ma rete in campionato, attesa al Marassi per la stracittadina di domenica. Allora, visto che oggi è venerdì, non resta che augurarvi buon Piatek day a tutti :)

di Foto Sport & Notizie (fotosportnotizie@gmail.com)

mercoledì 10 ottobre 2018

Martina Cox: "La nostra vita rovinata per sempre"


Foto: Sportnews.eu
Oggi il processo contro i tifosi della Roma accusati di aggressione aggravata a Sean Cox. Amareggiata la moglie: "Sean rimarrà paralizzato per sempre, la nostra vita non sarà più la stessa".

Ai due tifosi in carcere si è aggiunto anche un terzo. La settimana scorsa infatti  nel penitenziario dove sono accolti i due romanisti è arrivato un altro compagno. Oggi era previsto il processo a Lombardi, il quale ha dichiarato sempre di essersi trovato coinvolto, ma di non aver mai agito. Mentre Sciacca già ha ricevuto la condanna a 2 anni e mezzo. A breve arriverà anche il processo per il nuovo arrivato.

"Voglio vederlo in faccia".  «Mercoledì andrò al processo, voglio vederlo in faccia. Andrò con mio figlio. Sean avrebbe fatto lo stesso per me», ha detto Martina Cox, la moglie del tifoso ferito, in un’intervista pubblicata dall’Indipendent, uno dei più importanti quotidiani irlandesi. «Sappiamo che mio marito non sarà mai più la stessa persona, ma continuiamo a lottare. Faremo di tutto. Per noi - aggiunge Martina - è stato un evento catastrofico che ci ha cambiato la vita. Sean vede doppio, a volte triplo, non riesce a parlare ma capisce tutto. Ha la parte destra del corpo paralizzata». 

Cure lunghe e costose. Dopo le cinque settimane successive al coma passate al Walton Centre di Liverpool, Cox è stato poi trasferito in Irlanda, al National Rehabilitation Centre a Dun Laoghaire. A fargli sempre compagnia i figli Jack, Shauna ed Emma che dormono accanto a lui a turno. Mentre gli amici hanno iniziato la raccolta fondi per finanziare cure davvero molto costose.

di Foto Sport & Notizie (fotosportnotizie@gmail.com)

giovedì 6 settembre 2018

Madeira CR7, tra gli aeroporti più pericolosi


Madeira CR7 Airport, brividi da campioni. Una terra, Madeira, ricca di panorami e cadute mozzafiato. Terra dove "os meninos fazem-se homens" - da 'Tuttosport.com'.

Il Cr7 Madeira airport è l'ottavo aeroporto più pericoloso del mondo. La particolare classifica è stata stilata da 'Mondoaeroporti.it'. In effetti lo scalo madeirense risulta schiacciato tra mare e montagna. E negli anni sono stati numerosi i casi, anche piuttosto drammatici, registrati. «La pista era molto stretta e ha creato spesso problemi durante decolli e atterraggi di aerei, tanto che nel 1977 questo aeroporto è balzato alle cronache per un tragico incidente (19 novembre 1977: 131 vittime. E il 18 dicembre, un altro incidente: 36 vittime, ndr). Si decise di ampliare la pista dirigendosi verso la spiaggia poiché dall’altra parte non vi era altro che ripide scogliere. Lo scalo è stato ricostruito e la pista allungata, grazie agli enormi pilastri che la sorreggono direttamente dalla spiaggia».

Pochi possono vantare nome di aeroporto. Nel mondo a dire il vero non sono molti i giocatori di calcio e i sportivi in generale che hanno dato il proprio nome a un aeroporto. Tra tutti si può citare il George Best Airport di Dublino, Irlanda. Ma in generale sono poche le persone ancora in vita che possono vantare tale onore. Ad esempio: Bill and Hillary Clinton Airport a Little Rock, Arkansas; Lech Walesa Airport di Danzica, Polonia, Queen Beatrix International Airport di Aruba.

Funchal e Madeira tutto parla di CR7. Se però vuoi andare alla scoperta delle radici di Ronaldo e della sua terra, vale la pena correre il brivido dell'atterraggio. Anche perché Madeira è un territorio, grezzo e selvaggio, fatto di discese ardite e risalite che tolgono il respiro. Sali-scendi dove Cristiano Ronaldo è cresciuto sotto gli attenti occhi dei più anziani. «Dos meninos se fazem os homens», 'dai bambini si fanno gli uomini', sussurra l’anziano signore che guarda attraccare la gigantesca nave da crociera. I turisti scendono a frotte. Incontrano subito la statua di Cr7 che sta davanti al Museu Cr7 accanto alla Offside Lounge attiguo al Pestana Cr7 Hotel. E dal 10 luglio 2016, ovvero da quando il Portogallo è per la prima volta campione d'Europa, Piazza del Mare è per tutti Praça Cr7. 
di Foto Sport & Notizie (fotosportnotizie@gmail.com)

lunedì 30 luglio 2018

Europeo U19, L'Italia d'argento che da segni di vita


foto: Gazzetta.it
Bene l'Italia di Nicolato agli Europei di categoria. E' il Portogallo a fermare l'impresa azzurra. La stessa Nazionale lusitana che nel 2003 i vari Chiellini, Padoin , Pazzini e Aquilani avevano battuto in finale. Da 'Gianlucadimarzio.com'.

Otto vittorie e due pareggi il computo totale. Nemmeno una sconfitta per gli azzurrini, che hanno superato le squadre più forti, ma che si sono fermati sul più bello. Una cavalcata entusiasmante, ennesima conferma di quanto il settore giovanile italiano voglia essere all'altezza della situazione e dare risposte importanti a tutto il movimento calcistico. Il terzo posto nel Mondiale Under 20 del 2017, la finale nell'Europeo Under 17 dello scorso maggio, poi l'Under 21 e questa Under 19. Ben 5 i ragazzi nati del 2000 e già protagonisti in Finlandia in un torneo riservato ai classe '99. Facendo i debiti scongiuri si può ben sperare.

L'Europeo 2003. Quell'Italia Under 19 di Paolo Berrettini riuscì a vincere l'Europeo di categoria. 2-0 il risultato finale, dall'altra parte c'era proprio il Portogallo, che invece a questo giro festeggia. C'erano anche i vari Chiellini, Aquilani, Padoin e Pazzini. Ragazzi che poi hanno avuto una carriera importante. Lanciare i giovani e vederli affermarsi, rimane il trofeo più bello per chi si occupa di calcio giovanile. L'auspicio è che anche dalla spedizione guidata in Finlandia da Nicolato possano uscire i campioni del domani, quelli a cui toccherà dare il proprio contributo per far ripartire con successo la nuova Italia.

Qualche nome. Partiamo dai classe 2000. Su tutti Alessandro Plizzari. "Ha scelto di fare il portiere perché non ama correre" ha più volte ripetuto con il sorriso papà Ezio. Protagonista lo scorso anno nella finalina terzo-quarto posto del Mondiale Under 20, dove para due rigori all'Uruguay. E' lo stesso Donnarumma a tessere gli elogi al collega. Sempre del Milan e sempre millenials, c'è Raoul Bellanova, professione terzino destro. I compagni lo chiamano freccia, perché Raoul corre veloce. E non ha nessuna intenzione di fermarsi. C'è Davide Bettella sempre 2000, difensore centrale, di quelli forti fisicamente, abili nel gioco aereo, negli anticipi ma anche con i piedi. Sergio Ramos e Nesta gli idoli, quello di imitare Caldara alla corte di Gasperini l’obiettivo del presente. A centrocampo c'è Sandro Tonali. La squadra di appartenenza è il Brescia. Capelli lunghi, regista e piedi educatissimi. Ricorda Pirlo. Infine, ma non per importanza, Moise Kean. Entrato nel settore giovanile della Juventus nel 2010. Di lì vagonate di gol, che lo portano ad esordire in Serie A e in Champions a soli 16 anni. L’Italia calcistica può sorridere.

di Foto Sport & Notizie (fotosportnotizie@gmail.com)

mercoledì 25 luglio 2018

Lazio, baby attacco, ecco Correa


foto: Corriere dello Sport. Fonseca del Benfica e Correa in amichevole sabato
Inzaghi attende il vice-Immobile. Correa e Wesley sembrano le piste più certe. Sullo sfondo c'è Rossi. Dal 'Corriere dello Sport' di oggi.

Tante sono le voci intorno al sostituto di Anderson. Lunedì è previsto un vertice tra Inzaghi e Tare che dovrebbe dare qualche esito al casting per il reparto offensivo della Lazio. Il tecnico di Piacenza aveva chiesto, in realtà, Gomez dell'Atalanta. Un vecchio pallino. Si scontrano, però, varie scuole di pensiero. Il pragmatismo di Inzaghi che vede il risultato come obiettivo. Mentre, se vogliamo, la dirigenza biancoceleste, ci ha abituati a operazioni di prospettiva e a giocatori su cui realizzare plusvalenza. Ben vengano i Milinkovic di turno. Ma c'è anche grande voglia di nomi che facciano sognare e riempire le prime pagine dei giornali.

I nomi sul taccuino. Il ds è piombato nel ritiro di Auronzo nel giorno del suo 45esimo compleanno. Dopo aver portato a Roma, Proto, Durmisi, Acerbi e Berisha si attendono colpi dalla trequarti in su. Giocatori già formati come Acerbi, fortemente voluto da Inzaghi, o Ramires (nel caso parte Milinkovic) piacciono ma Lotito non vuole spendere tanto. Riprende quota nelle ultime ore la candidatura di Correa. Il giocatore ex-Sampdoria e attualmente al Siviglia può rispondere all'identikit del giocatore cercato da Tare: giovane, rapido, talentuoso e rivendibile nel giro di qualche anno. Gli spagnoli chiedono 20 milioni, ma si può trattare sulla base dei 15. Per quanto riguarda invece il vice-Immobile il maggiore candidato sembra essere Wesley del Bruges. All'ultimo è entrato nella trattativa anche Perez dell'Arsenal, nome caldeggiato anche da Luis Alberto.

Milinkovic. Sul giocatore serbo ci sono top club europei. La Juve, nelle ultime ore ha rilanciato, offre 120 milioni più Piaça. Se si arriva sui 150 milioni Lotito potrebbe cedere, ma l'intenzione è trattenerlo almeno un'altra stagione. Ad Auronzo ci sono anche Cataldi e Rossi. Giocatori scuola Inzaghi che si stanno allenando molto bene. Ieri a colloquio con il tecnico, Cataldi ha parlato del proprio futuro. Su di lui ci sarebbero gli interessi della Fiorentina di Pioli e si sta ragionando su un suo possibile reintegro a Formello dopo la discreta passata stagione a Benevento. E poi c'è Rossi che a suon di gol (10) e prodezze acrobatiche sta facendo ragionare la dirigenza su una probabile collocazione in rosa come terzo d'attacco, pronto a sfruttare eventuali spazi lasciati da Immobile&Co.

di Foto Sport & Notizie (fotosportnotizie@gmail.com)

verdericaricabile.it - il numero verde 800 ricaricabile